{"id":45312,"date":"2021-07-19T14:30:00","date_gmt":"2021-07-19T14:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/discover.restek.com\/uncategorized\/i-fondamentali-dell-estrazione-in-fase-solida-spe\/"},"modified":"2026-01-28T22:05:20","modified_gmt":"2026-01-28T22:05:20","slug":"i-fondamentali-dell-estrazione-in-fase-solida-spe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/discover.restek.com\/it\/articoli\/gnar3685-it\/i-fondamentali-dell-estrazione-in-fase-solida-spe","title":{"rendered":"I fondamentali dell\u2019estrazione in fase solida (SPE)"},"content":{"rendered":"\n<p>Sarebbe un sogno poter analizzare qualsiasi campione in modo accurato e preciso senza alcuna preparazione, ma purtroppo non \u00e8 questa&nbsp;la realt\u00e0. Le matrici, che talvolta contengono gli analiti in analisi, spesso possono interferire con le analisi sia qualitative sia quantitative.&nbsp;In caso di matrici e\/o analiti particolarmente complessi presenti in concentrazioni molto basse, la diluizione non \u00e8 pi\u00f9 praticabile e sono&nbsp;necessari step pi\u00f9 attivi di preparazione del campione.<\/p>\n\n\n\n<p>Le tecniche possibili per la preparazione del campione sono molte, ma una delle pi\u00f9 utilizzate \u00e8 l\u2019estrazione in fase solida o SPE. La SPE pu\u00f2 rivelarsi una tecnica molto utile qualora si debbano separare i componenti della matrice dal campione per monitorare gli analiti senza interferenze. Possiamo pensare all\u2019estrazione in fase solida come a una cromatografia liquida senza strumenti o cromatogrammi, in quanto sfrutta gli stessi principi che influenzano le separazioni nei cromatografi liquidi o gascromatografi impiegati per le analisi.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec come per la cromatografia analitica esistono diverse fasi mobili e stazionarie, anche nel caso dei prodotti e processi SPE ci sono diverse opzioni. Avere pi\u00f9 alternative a disposizione per affrontare l\u2019ampia gamma degli scenari di analisi \u00e8 un grande vantaggio perch\u00e9 non \u00e8 ancora stata scoperta una procedura di preparazione del campione che funzioni per tutte le applicazioni. Alcuni analisti potrebbero non avere la necessit\u00e0 di sviluppare un metodo SPE perch\u00e9 sono disponibili numerosi prodotti SPE metodo-specifici. Tuttavia, questa variet\u00e0 di soluzioni potrebbe addirittura disorientare gli analisti che invece devono sviluppare un metodo SPE, e in particolare quelli che si sono approcciati da poco a questa tecnica.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo articolo fornisce le indicazioni per prendere la decisione SPE migliore in base ai tuoi obiettivi analitici e al tuo campione. Esamina i principi basilari della SPE, i meccanismi di separazione principali, le strategie e gli obiettivi tipici, i formati e le caratteristiche, i riferimenti incrociati e lo sviluppo del metodo. Poich\u00e9 non esiste un\u2019unica serie di step da applicare a tutte le situazioni, questo articolo introduce una famiglia di prodotti SPE, a loro volta corredati di istruzioni con guide per passaggi dettagliate.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Estrazione in fase solida: la cromatografia silenziosa<\/h2>\n\n\n\n<p>Se devi determinare un nuovo protocollo SPE per il tuo campione perch\u00e9 non esistono esempi pregressi o perch\u00e9 le soluzioni esistenti non sono adeguate per i tuoi obiettivi analitici, \u00e8 utile tenere a mente che la SPE \u00e8 essenzialmente un\u2019altra forma di cromatografia in cui non si hanno i vantaggi legati al detector offerti dai cromatografi analitici moderni. Senza il cromatogramma \u00e8 facile dimenticarsi che la cromatografia avviene all\u2019interno di una cartuccia SPE ed \u00e8 per questo che spesso soprannominiamo la SPE \u201cla cromatografia silenziosa\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il sistema SPE \u00e8 dotato di una fase mobile, ovvero i solventi utilizzati per lavare via i contaminanti dal campione o per eluire gli analiti di interesse; c\u2019\u00e8 poi una fase stazionaria che corrisponde al sorbente SPE. Nei protocolli SPE entrano in gioco anche i parametri che influenzano la separazione cromatografica: ci riferiamo per esempio ai concetti di ritenzione, selettivit\u00e0 ed efficienza cromatografica, fondamentali per raggiungere la risoluzione desiderata fra gli analiti e i componenti della matrice interferenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, la velocit\u00e0 di flusso \u00e8 fondamentale per garantire che la SPE possa effettuare la separazione in modo efficiente. \u00c8 necessario che ci siano abbastanza opportunit\u00e0 di interazione con il sorbente per evitare la perdita di saturazione (breakthrough), a causa della quale gli analiti vengono scartati insieme ai componenti della matrice indesiderati.<\/p>\n\n\n\n<p>Come in cromatografia, i metodi SPE efficaci creano condizioni in cui si stabiliscono diversi gradi di interazione fra i componenti del campione e le fasi mobili e stazionarie del sistema SPE. Un primo passaggio importante per lo sviluppo di qualsiasi metodo SPE \u00e8 quello di comprendere la composizione del campione, perch\u00e9 se non si conoscono le propriet\u00e0 chimico-fisiche del campione \u00e8 davvero difficile abbinarlo correttamente a un sistema di solventi e sorbente SPE.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I meccanismi di separazione SPE<\/h2>\n\n\n\n<p>Riconoscere i meccanismi primari di interazione che caratterizzano la maggior parte dei prodotti SPE pu\u00f2 contribuire a determinare cosa \u00e8 importante sapere sul campione. La maggioranza dei prodotti SPE sfrutta due meccanismi principali di interazione: polarit\u00e0 e scambio ionico. I prodotti SPE in genere si affidano a uno o a entrambi questi meccanismi, che possono coprire gli intervalli di polarit\u00e0 o di carica e forza dello ione in base alle necessit\u00e0 del campione.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Polarit\u00e0<\/h3>\n\n\n\n<p>Quando si utilizza la polarit\u00e0 per separare gli analiti dalla matrice, una delle prime decisioni da prendere \u00e8 la modalit\u00e0 da adottare, se normale o inversa. Un sorbente SPE relativamente polare (per esempio la silice nuda, l\u2019allumina o il Florisil) e una fase mobile relativamente non polare (ovvero in modalit\u00e0 normale) possono essere abbinati per trattenere i costituenti polari di un campione durante l\u2019eluizione dei componenti non polari. Per converso, un sorbente SPE relativamente non polare (per esempio la silice con una fase legata C18 o C8) abbinato a una fase mobile relativamente polare si comporter\u00e0 nel modo opposto. Questa configurazione \u00e8 da considerarsi una \u201cmodalit\u00e0 inversa\u201d perch\u00e9 \u00e8 l\u2019opposto di una modalit\u00e0 normale, la prima a essere introdotta nello sviluppo di questo tipo di separazioni. Alcuni sorbenti possono operare sia in modalit\u00e0 normale sia in modalit\u00e0 inversa a seconda della scelta del sorbente e del campione (per esempio, CarboPrep Plus, Diol).<\/p>\n\n\n\n<p>Le fasi SPE hanno diversi intervalli di polarit\u00e0: per esempio, i sorbenti C18 sono dotati di una ritenzione non polare maggiore rispetto al C8. Inoltre, la scelta del solvente di fase mobile spazia su una vasta gamma di polarit\u00e0, spesso regolabile con l\u2019utilizzo di miscele di solventi, tamponi o altri additivi. Quando si sfruttano le differenze di polarit\u00e0 come caratteristica chiave per separare gli analiti uno dall\u2019altro o dalle interferenze della matrice, \u00e8 possibile ottenere gradazioni anche estremamente fini.<\/p>\n\n\n\n<p>Se invece si usa la polarit\u00e0 come base per la separazione, torna utile il detto \u201cchi si somiglia si piglia\u201d: pi\u00f9 il composto \u00e8 simile alla polarit\u00e0 di una fase mobile o stazionaria, maggiore \u00e8 la probabilit\u00e0 di ottenere un\u2019interazione forte. Interazioni pi\u00f9 forti con la fase stazionaria portano a ritenzioni pi\u00f9 lunghe sullo strumento SPE, mentre interazioni forti sulla fase mobile danno luogo a una minore ritenzione e a eluizioni pi\u00f9 rapide.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Scambio ionico<\/h3>\n\n\n\n<p>Se gli analiti di interesse presentano sempre una carica o possono essere caricati dalle condizioni della soluzione in cui sono dissolti (come il pH), un altro metodo per separare gli analiti uno dall\u2019altro o dalla matrice \u00e8 quello di utilizzare strumenti SPE che siano in grado di attirarli con la propria carica.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo caso, si applicano le normali leggi dell\u2019attrazione elettrostatica. Diversamente dalle separazioni che si basano sulle caratteristiche della polarit\u00e0 e sul modello di interazione per similitudine descritto sopra, le interazioni tra cariche seguono la regola \u201cgli opposti si attraggono\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Per esempio, il tuo strumento SPE potrebbe essere dotato di una carica positiva in superficie. Per bilanciare questa superficie caricata positivamente in genere abbiamo un \u201canione\u201d con carica negativa, che inizialmente \u00e8 legato alla superficie. Quando viene inserito all\u2019interno del sistema, l\u2019analita con carica negativa \u00e8 in grado di sostituire l\u2019anione compreso nel legame iniziale interagendo con la superficie SPE con carica positiva. In questo modo si ottiene la ritenzione dell\u2019analita su fase SPE. La sostituzione degli anioni \u00e8 detta \u201cscambio anionico\u201d ed \u00e8 solo un esempio della vasta categoria di prodotti SPE a \u201cscambio ionico\u201d. In questo esempio, le specie con carica positiva mostrerebbero una forte tendenza a rimanere nella fase mobile e a non interagire con la superficie SPE a carica positiva, e in questo modo non sarebbero trattenute. Inoltre, a meno che la superficie SPE non sia dotata di ulteriori caratteristiche oltre alle propriet\u00e0 di scambio ionico, anche le specie neutre mostrerebbero una ritenzione davvero minima. Tuttavia, esistono anche questi prodotti SPE combinati, che permettono di utilizzare i meccanismi di ritenzione a scambio ionico e a fase inversa sullo stesso strumento SPE (per esempio i sorbenti polimerici SPE a scambio ionico).<\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019importante differenziazione da considerare quando si utilizzano i meccanismi a scambio ionico \u00e8 la natura della carica dell\u2019analita: se l\u2019analita \u00e8 sempre carico, a prescindere dal pH della soluzione in cui si trova, viene considerato una specie \u201cforte\u201d. Se l\u2019analita \u00e8 carico solo in alcune condizioni di pH, tale specie viene considerata \u201cdebole\u201d. Individuare questa caratteristica dell\u2019analita permetter\u00e0 di determinare quale tipo di strumento SPE utilizzare. Anche i sorbenti SPE a scambio ionico vengono descritti in termini di \u201cforza\u201d o \u201cdebolezza\u201d, e pu\u00f2 essere utile tornare a considerare l\u2019attrazione fra opposti: si consiglia di abbinare un sorbente SPE debole a scambio ionico con una specie forte, e un sorbente forte a scambio ionico con un analita debole. Se si abbinasse un analita forte con un sorbente forte, l\u2019attrazione fra i due potrebbe essere troppo elevata per riuscire a ottenere facilmente l\u2019eluizione senza soluzioni basiche o acide molto forti, il cui uso non \u00e8 sempre opportuno o pratico. Analogamente, l\u2019abbinamento tra una specie debole e un sorbente debole a scambio ionico potrebbe offrire una ritenzione non sufficiente a trattenere l\u2019analita in modo adeguato ed evitare la perdita di saturazione (breakthrough).<\/p>\n\n\n\n<p>Come esempio di un meccanismo a scambio ionico in azione, ipotizziamo che il campione contenga un acido debole (pKa 2-8) che si desidera trattenere sul sorbente SPE. Per utilizzare un meccanismo di ritenzione a scambio ionico, sia l\u2019analita sia il sorbente devono essere dotati di carica. Dato che l\u2019analita acido debole viene abbinato a un sorbente forte a scambio ionico, quest\u2019ultimo non sar\u00e0 un problema perch\u00e9 presenta una carica essenzialmente permanente. \u00c8 necessario per\u00f2 che il pH del campione non elimini la carica dell\u2019analita: il pH dovr\u00e0 avere una differenza di due unit\u00e0 rispetto al pKa del composto, e dato che il nostro esempio \u00e8 un acido debole, il pH sar\u00e0 maggiore di due unit\u00e0 rispetto al pKa. In linea generale, gli acidi possono essere considerati come una specie che \u201crinuncia alla positivit\u00e0\u201d e rimane quindi con una carica negativa. Poich\u00e9 si desidera trattenere l\u2019analita caricato negativamente (\u201cla base coniugata\u201d dell\u2019acido debole, ovvero un anione) sul sorbente SPE, sar\u00e0 necessario un prodotto a scambio ionico in grado di attrarre gli anioni, o un sorbente a \u201cscambio anionico\u201d. Per questo esempio specifico consigliamo un sorbente forte a scambio anionico, che tratter\u00e0 in modo adeguato l\u2019analita con carica finch\u00e9 le condizioni del solvente di eluizione non saranno cambiate a sufficienza per \u201cspegnere\u201d in modo efficiente la carica dell\u2019analita: nel nostro caso servir\u00e0 un pH inferiore di circa due unit\u00e0 rispetto al pKa degli analiti. A questo punto, l\u2019analita neutro non sar\u00e0 pi\u00f9 trattenuto dal sorbente a scambio ionico e pu\u00f2 essere eluito.<\/p>\n\n\n\n<p>In un esempio simile, si verificher\u00e0 la situazione contraria se il campione contiene una base debole. In questo caso si pu\u00f2 parlare di specie che \u201crinuncia alla negativit\u00e0\u201d, cedendo una carica positiva all\u2019analita (un \u201cacido coniugato\u201d della base debole, ovvero un catione). Si consiglia di utilizzare un sorbente forte a scambio cationico e di accertarsi che il pretrattamento del campione mantenga l\u2019analita caricato (o circa due unit\u00e0 in meno rispetto al pKa del composto).<\/p>\n\n\n\n<p>Anche se il meccanismo pu\u00f2 non risultare chiaro, specialmente per le persone che si sono approcciate da poco a questa tecnica, il sorbente a scambio ionico pu\u00f2 essere molto efficace, specialmente se abbinato a un meccanismo di ritenzione basato sulla polarit\u00e0 in una modalit\u00e0 mista come mostrato in precedenza.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Interazioni non caratterizzate della superficie<\/h3>\n\n\n\n<p>\u00c8 importante sapere se \u00e8 possibile che si verifichino ulteriori interazioni non caratterizzate della superficie che potrebbero influenzare la natura ritentiva complessiva del sorbente in analisi. Troviamo un esempio di questa interazione se prendiamo in esame i diversi tipi di silice che possono essere utilizzati per i sorbenti SPE, in particolare se impiegati con una fase legata (per esempio un ligando C18) in modalit\u00e0 a fase inversa. Consideriamo il caso della silice C18: se la superficie della silice presenta numerosi gruppi silanolo (Si-OH) disponibili per l\u2019interazione con il campione, le caratteristiche complessive di ritenzione del sorbente possono andare oltre la sola ritenzione non polare del ligando C18 prevista. Per questo motivo, molto spesso si indica in nota se un sorbente di silice \u00e8 \u201cend-capped\u201d o meno. L\u2019end-cap reagisce con i gruppi silanolo esposti e sostituisce il gruppo ossidrilico (-OH) con un gruppo metilico (-CH3), riducendo nettamente la possibilit\u00e0 di interazioni forti con il gruppo silanolo. Oltre ai gruppi silanolo esposti, la presenza di metalli incorporati in una particella di silice potrebbe causare anche interazioni non caratterizzate e rendere quindi pi\u00f9 difficile prevedere le prestazioni di ritenzione.<\/p>\n\n\n\n<p>La maggior parte dei fornitori SPE si impegna a offrire prodotti costanti e ben caratterizzati, ma possono comunque esserci differenze tra un fornitore e l\u2019altro, e perfino fra prodotti identici a livello nominale. Per questo motivo \u00e8 consigliabile verificare le prestazioni quando si cambia fornitore e, in alcuni casi, anche quando si cambia lotto di uno stesso fornitore.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Strategie e obiettivi della SPE<\/h2>\n\n\n\n<p>Una volta acquisita familiarit\u00e0 con i meccanismi di base di molti prodotti SPE, il passo successivo \u00e8 determinare cosa trattenere e cosa eluire. In qualche misura, questa decisione \u00e8 legata agli obiettivi del metodo SPE, che viene generalmente adottato per uno o pi\u00f9 dei seguenti motivi.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Purificazione<\/h3>\n\n\n\n<p>La purificazione del campione \u00e8 l&#8217;obiettivo principale della maggior parte dei metodi SPE. Questi metodi danno priorit\u00e0 alla separazione selettiva degli analiti dagli altri componenti della matrice che potrebbero interferire con l&#8217;analisi. Separare selettivamente gli analiti target dai componenti della matrice interferenti e\/o contaminanti prima di eseguire la separazione analitica pu\u00f2 fare una grande differenza. Lo sviluppo di nuovi metodi SPE mira principalmente a ottenere i vantaggi indicati di seguito.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Evitare le coeluzioni con le interferenze della matrice:<\/h4>\n\n\n\n<p>Le coeluzioni non sono mai ideali, ma le circostanze in cui si verificano possono influenzarne la gravit\u00e0. Nel caso delle analisi GC-FID o LC-UV, ad esempio, la coeluzione potrebbe rendere impossibile quantificare l&#8217;analita di interesse. Peggio ancora, potrebbe portare a una falsa identificazione perch\u00e9 lo strumento non riesce a distinguere il picco interferente dall&#8217;analita target.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche gli utenti di MS e MS\/MS possono essere influenzati negativamente. Anche se un MS pu\u00f2 essere in grado di risolvere lo spettro di un composto dalle interferenze coeluenti, questi componenti coeluenti della matrice possono ancora sopprimere o migliorare l&#8217;ionizzazione degli analiti target, producendo segnali distorti in difetto o in eccesso. Questo tipo di effetto pu\u00f2 essere particolarmente problematico perch\u00e9 potrebbe non essere osservato direttamente. Solo confrontando i risultati di standard di calibrazione realizzati con cura in una matrice rappresentativa e veramente bianca (cio\u00e8 una matrice che non contiene gi\u00e0 nessuno degli analiti) con gli standard realizzati in solvente puro \u00e8 possibile misurarlo direttamente. In gran parte, gli standard di calibrazione accoppiati alla matrice sono necessari per correggere questo effetto, ma sarebbe utile anche se questi componenti interferenti della matrice potessero essere rimossi dal campione prima dell&#8217;analisi.<\/p>\n\n\n\n<p>I componenti coeluenti della matrice possono anche causare problemi alle linee di base. Questo effetto pu\u00f2 emergere anche quando le interferenze della matrice non oscurano il picco di interesse. I componenti coeluenti della matrice possono rendere le linee di base abbastanza instabili da rendere difficile un&#8217;integrazione automatica efficiente. Le linee di base instabili possono rendere necessario impostare manualmente i parametri di integrazione, picco per picco. Ci\u00f2 pu\u00f2 comportare costi aggiuntivi in termini di tempo e carico di lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel migliore dei casi, i componenti coeluenti della matrice sono solo una seccatura, ma nel peggiore dei casi possono portare a imprecisioni non rilevate nei risultati riportati. Tuttavia, ci sono alcuni modi per affrontarli se compaiono nell&#8217;analisi.<\/p>\n\n\n\n<p>Se il campione contiene relativamente pochi analiti target in una matrice relativamente pulita, potrebbe essere sufficiente ottimizzare le separazioni analitiche. Tuttavia, se la matrice \u00e8 troppo complessa e\/o l&#8217;elenco degli analiti target \u00e8 troppo lungo, l&#8217;ottimizzazione non sar\u00e0 sufficiente. Quando il cromatogramma diventa troppo fitto, \u00e8 necessario un modo per &#8220;sfoltirlo&#8221; selettivamente prima della separazione analitica. La SPE potrebbe fornire la soluzione.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Evitare interazioni indesiderate con le interferenze della matrice:<\/h4>\n\n\n\n<p>Alcune matrici eluiscono con gli analiti target, creando problemi durante la rilevazione, mentre altre non eluiscono affatto e rimangono lungo il percorso del campione (per esempio negli iniettori GC, nelle colonne LC o GC, ecc.). In questi casi, i componenti della matrice di un campione precedente potrebbero creare una nuova, indesiderata occasione di interazione con gli analiti target. Questo pu\u00f2 causare una variazione di ritenzione per i composti target, rallentandone il passaggio nel sistema cromatografico e portando a forme del picco distorte (scodamento del picco). In alcuni casi, tali componenti indesiderati possono perfino reagire con i composti target, innescando reazioni chimiche che danno origine a composti del tutto nuovi, non presenti originariamente nel campione. Se questa degradazione avviene prima della colonna analitica, pu\u00f2 dar luogo a nuovi picchi; se avviene all&#8217;interno della colonna analitica, pu\u00f2 portare a una distorsione del picco. \u00c8 essenziale cercare di evitare questa contaminazione del sistema dovuta alla matrice, perch\u00e9 pregiudica la qualit\u00e0 dei dati. \u00c8 possibile contenere tali effetti diluendo il campione, ma in questo modo anche gli analiti target risultano diluiti. Se con la diluizione il problema non \u00e8 risolto, si pu\u00f2 considerare l&#8217;utilizzo della SPE.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Eliminare i tempi di inattivit\u00e0 degli strumenti causati dalle incrostazioni della matrice:<\/h4>\n\n\n\n<p>Con il tempo, l&#8217;accumulo di contaminazione da matrice su uno strumento GC o LC pu\u00f2 creare problemi. Nel breve periodo, le interazioni indesiderate fra gli analiti target e la contaminazione da matrice possono essere evitate, ma nel lungo termine \u00e8 molto probabile che sorgano problemi che richiederanno tempi di inattivit\u00e0 e manutenzione degli strumenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella migliore delle ipotesi, l&#8217;hardware e i consumabili dello strumento danno buone prestazioni tra un intervento di manutenzione preventiva di routine e il successivo, ma non \u00e8 raro che emergano criticit\u00e0 con un lotto di campioni fra una manutenzione programmata e l&#8217;altra. In questi casi, \u00e8 necessario effettuare manutenzione e ricalibrazione, spegnendo uno strumento che invece serve avere operativo.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Frazionamento<\/h3>\n\n\n\n<p>Il paragrafo precedente tratta della necessit\u00e0 di separare gli analiti target dai componenti della matrice potenzialmente contaminanti o interferenti. In altri casi, invece, \u00e8 utile separare gli analiti fra loro prima di eseguire un\u2019analisi quantitativa.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma cosa succede se un campione contiene due classi di composti diverse, per esempio composti alifatici e aromatici in applicazioni di idrocarburi del petrolio estraibili (EPH)? Ogni classe deve essere trattata con il proprio metodo analitico. In questo caso, utilizzare un\u2019estrazione in fase solida pu\u00f2 aiutare a realizzare una prima separazione di massima. La SPE fraziona e quindi prepara il campione per le separazioni ottimizzate del cromatografo analitico.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Concentrazione<\/h3>\n\n\n\n<p>Spesso i tecnici cromatografici devono affrontare la sfida di monitorare concentrazioni di composti target estremamente basse, talvolta ben al di sotto dei limiti di quantificazione affidabile della strumentazione disponibile. In questi casi \u00e8 necessario individuare un modo per concentrare il campione prima dell\u2019analisi. Supponendo che ci sia una quantit\u00e0 di campione sufficiente per procedere, una buona soluzione \u00e8 quella di creare un metodo SPE su misura che trattenga fortemente gli analiti ma allo stesso tempo permetta di eluire la maggior parte della matrice. Una massa rilevabile di analiti target pu\u00f2 essere raccolta e poi trasferita in un vial per l\u2019analisi con il solvente di eluizione.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Strategie SPE<\/h3>\n\n\n\n<p>\u00c8 possibile descrivere le strategie SPE attraverso due domande: \u201ccosa succede agli analiti?\u201d e \u201cin che modo questo \u00e8 in linea con gli obiettivi?\u201d In sostanza, il sorbente SPE trattiene qualcosa, mentre qualcos\u2019altro viene eluito separatamente. Fra le due conviene concentrarsi sugli analiti.<\/p>\n\n\n\n<p>Se l\u2019obiettivo primario \u00e8 quello di separare gli analiti dai composti interferenti della matrice, il metodo pi\u00f9 semplice \u00e8 utilizzare un sorbente SPE che trattiene fortemente la matrice, ma non gli analiti, per i quali invece si user\u00e0 un forte solvente di eluizione. Questo metodo di \u201cpassaggio dell\u2019analita\u201d permette che l\u2019estratto venga eluito tramite il sorbente SPE e raccolto, preparandolo potenzialmente per l\u2019analisi.<\/p>\n\n\n\n<p>Spesso per\u00f2 la natura del campione \u00e8 tale che la migliore separazione degli analiti dalle interferenze della matrice si ottiene con la \u201ccattura degli analiti\u201d. Utilizzando un sorbente SPE che trattiene gli analiti fortemente, ma non troppo, la matrice viene lavata via e gli analiti vengono eluiti introducendo un forte solvente di eluizione per analiti. Questo approccio di cattura degli analiti \u00e8 essenziale per il frazionamento del campione se l\u2019obiettivo della SPE \u00e8 quello di effettuare una separazione iniziale degli analiti, e si rivela imprescindibile per concentrare gli analiti prima dell\u2019analisi.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Formati e Caratteristiche SPE<\/h2>\n\n\n\n<p>\u00c8 consigliabile approcciarsi allo sviluppo del metodo SPE partendo dallo studio delle caratteristiche del campione, definendo gli obiettivi della preparazione del campione e poi selezionando i sorbenti e i solventi SPE che consentiranno la separazione degli analiti target dalle interferenze. Tuttavia, ci sono alcune decisioni pratiche da prendere riguardo al formato del metodo SPE. \u00c8 comune trovare diverse specifiche di sorbenti nelle descrizioni dei prodotti, quindi \u00e8 importante conoscere come queste diverse caratteristiche possano influenzare le prestazioni di un dato prodotto.<\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto riguarda i formati, ci sono diverse opzioni tra cui scegliere, alcune delle quali pi\u00f9 utilizzate di altre.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Cartucce:<\/strong>\u00a0Un formato molto comune per i prodotti SPE \u00e8 la cartuccia, utilizzata sia nei sistemi manuali che in quelli automatizzati. Consiste principalmente in un corpo di cartuccia contenente uno o pi\u00f9 letti di sorbente(s) compressi tra fritti che mantengono il letto in posizione, e un serbatoio sopra il letto di sorbente per il campione e i solventi di condizionamento o di eluizione da aggiungere. Le cartucce sono disponibili in molte dimensioni diverse, quindi \u00e8 importante considerare la dimensione del serbatoio della cartuccia rispetto al volume del campione da estrarre. \u00c8 anche importante notare la dimensione del letto di sorbente rispetto alla massa del sorbente SPE, poich\u00e9 questo influenzer\u00e0 la capacit\u00e0 di ritenzione della cartuccia. Il serbatoio sar\u00e0 abbastanza grande per contenere il volume del campione che deve essere analizzato? Il letto di sorbente sar\u00e0 sufficientemente capace di trattenere senza causare un breakthrough indesiderato?<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Piastre da 96 pozzetti:<\/strong>\u00a0Comunemente utilizzate nei laboratori ad alta produttivit\u00e0 che preparano quotidianamente grandi quantit\u00e0 di campioni, il design generale della piastra a 96 pozzetti \u00e8 simile alla cartuccia, con un letto di sorbente tra fritti e un serbatoio sopra per contenere il campione e i solventi di lavaggio\/eluizione. La differenza \u00e8 che ciascuno dei 96 pozzetti funge da cartuccia singola, semplificando la gestione di grandi quantit\u00e0 di campioni. L&#8217;uso di una piastra a 96 pozzetti di solito implica che non sono necessari viali e tappi, il che \u00e8 conveniente poich\u00e9 la piastra SPE a 96 pozzetti si adatta sopra un&#8217;altra piastra di raccolta a 96 pozzetti. La scelta di una piastra a 96 pozzetti sar\u00e0 probabilmente predeterminata poich\u00e9 questo formato di solito include una serie di altre attrezzature specializzate, da pipettatori ad autosampler.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Estrazione Dispersiva in Fase Solida (dSPE):<\/strong>\u00a0Sviluppata come un modo relativamente rapido e semplice per pulire gli estratti raccolti usando metodologie QuEChERS, la dSPE implica l&#8217;aggiunta del sorbente SPE direttamente all&#8217;estratto del campione, seguito semplicemente da agitazione e centrifugazione prima dell&#8217;analisi. I prodotti dSPE sono di solito sviluppati per abbinarsi con estrazioni QuEChERS e sono quindi focalizzati sul mercato della sicurezza alimentare per cui QuEChERS \u00e8 stata originariamente sviluppata.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Preparazione del Campione In Linea (ILSP):<\/strong>\u00a0Per applicazioni LC-MS e LC-MS\/MS, \u00e8 possibile incorporare uno step di pulizia del campione &#8220;in linea&#8221; con l&#8217;analisi effettiva attraverso l&#8217;aggiunta di una cartuccia contenente un sorbente compatibile con le condizioni analitiche LC. In questo caso, il campione viene iniettato nello strumento e passa inizialmente attraverso la cartuccia ILSP. La separazione degli analiti dalla matrice avviene nella cartuccia ILSP. Successivamente, una volta che gli analiti sono stati eluiti dalla cartuccia ILSP sulla colonna analitica, ma prima che avvenga l&#8217;eluizione dei componenti della matrice, un sistema separato di pompe e valvole devia il flusso attraverso la cartuccia ILSP. Gli analiti procedono attraverso la colonna analitica per la rilevazione, mentre un solvente di lavaggio effettua il controlavaggio della cartuccia ILSP verso gli scarti, preparandola per l&#8217;iniezione successiva.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Dischi:<\/strong>\u00a0Per alcune applicazioni specifiche (ad esempio, la concentrazione di campioni d&#8217;acqua potabile nel monitoraggio di pesticidi clorurati, contenenti benzidina o azoto), il materiale del sorbente \u00e8 inserito in un formato a disco di vetro o PTFE. Questo formato \u00e8 spesso specificato nei metodi (ad esempio, i metodi U.S. EPA 515.2 e 553). I dischi sono utili anche per pulire campioni che potrebbero altrimenti ostruire il formato cartuccia. Inoltre, poich\u00e9 il flusso raccomandato attraverso i dischi \u00e8 generalmente molto pi\u00f9 alto rispetto a quello attraverso la cartuccia, grandi volumi di campione (ad esempio 1 L) possono essere puliti in meno tempo utilizzando un disco SPE.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Massa:<\/strong>\u00a0Alcuni sorbenti SPE sono venduti alla rinfusa per i clienti che preferiscono creare i propri apparati di preparazione del campione. A meno che il cliente non abbia un motivo specifico per acquistare sorbenti alla rinfusa, questo non \u00e8 un formato comune per lo sviluppo tipico del metodo SPE.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Oltre alla configurazione del formato, anche i materiali di costruzione sono importanti per la compatibilit\u00e0 con il campione e per la possibilit\u00e0 di produrre interferenze indesiderate. Anche le cartucce in plastica di alta qualit\u00e0 potrebbero non essere sufficientemente resistenti per alcuni campioni, quindi potrebbe essere necessario un prodotto in vetro inerte. Inoltre, anche se i materiali dei fritti realizzati con composti come il PTFE sono generalmente estremamente inerti, se l&#8217;analisi include il monitoraggio a bassi livelli di sostanze poli- o perfluoroalchiliche (PFAS), potrebbe essere necessario scegliere un&#8217;altra opzione per evitare contaminazioni di fondo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Caratteristiche di rilievo della SPE<\/h2>\n\n\n\n<p>Dopo aver identificato un potenziale meccanismo di separazione da utilizzare (polarit\u00e0, scambio ionico o entrambi) e un sorbente da testare, ci sono diverse caratteristiche aggiuntive della SPE che possono essere indicate nella descrizione di un prodotto. Queste caratteristiche possono influenzare le prestazioni di un metodo, quindi \u00e8 utile capire perch\u00e9 sono cos\u00ec importanti da essere presenti nella descrizione di un prodotto.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco un elenco di specifiche comuni e come potrebbero influenzare le prestazioni di un metodo SPE.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Caratteristiche del sorbente<\/h3>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Caratteristiche delle particelle:<\/strong>\u00a0\u00c8 raro trovare particelle di dimensioni diverse o con dimensioni\/volumi dei pori disomogenei tra i prodotti di uno stesso fornitore; \u00e8 possibile per\u00f2 che emergano differenze confrontando fornitori diversi. Se la dimensione dei pori delle particelle in questione \u00e8 sufficiente per consentire l&#8217;ingresso degli analiti target, allora, nella maggior parte dei casi, le dimensioni delle particelle e dei pori sono le caratteristiche pi\u00f9 rilevanti quando si considerano le seguenti due caratteristiche: area superficiale e carica di carbonio.\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Nota: Le dimensioni delle particelle possono essere espresse sia con una misurazione diretta, come ad esempio una particella da 60 \u03bcm, sia in &#8220;numero di mesh&#8221;. Il numero di mesh \u00e8 una misura del numero di aperture in un pollice lineare della maglia: un numero di mesh pi\u00f9 alto indica aperture pi\u00f9 piccole.<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Area superficiale (generalmente espressa in m<sup>2<\/sup>\/g):<\/strong>\u00a0Definita dalla dimensione delle particelle e dalle dimensioni e dal volume dei pori della particella, rappresenta la superficie disponibile per le interazioni con il campione mentre attraversa il sorbente. Maggiore \u00e8 l&#8217;area superficiale, maggiore \u00e8 la ritenzione. I sorbenti che riportano dimensioni delle particelle pi\u00f9 piccole e dimensioni dei pori pi\u00f9 ridotte avranno maggiori aree superficiali per grammo rispetto a quelli con particelle e pori pi\u00f9 grandi.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Carica di carbonio (generalmente espressa come % della massa totale del sorbente):<\/strong>\u00a0Simile e correlata all&#8217;area superficiale \u00e8 il concetto di carica di carbonio. Alcuni sorbenti SPE hanno una sostanza chimica legata alla superficie della particella. Un esempio classico \u00e8 un ligando C18 legato alla superficie di una particella di silice, che rende la particella di silice di fase normale un sorbente SPE di fase inversa grazie alla capacit\u00e0 del C18 di trattenere composti non polari. In questi casi, il valore della carica di carbonio indica la copertura superficiale del ligando legato ed \u00e8 un indicatore di quanto ritenzione avr\u00e0 quel sorbente. Questo numero \u00e8 meglio usato come punto di riferimento: i sorbenti con cariche di carbonio pi\u00f9 elevate avranno, massa per massa, un maggiore potenziale di ritenzione rispetto a quelli con una carica di carbonio inferiore.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Capacit\u00e0 di scambio ionico (generalmente espressa in mEq\/g):<\/strong>\u00a0La capacit\u00e0 di scambio ionico di un sorbente \u00e8 una misura di quanti siti sono disponibili per lo scambio di controioni debolmente legati, catturando altri ioni nel campione. Sebbene un&#8217;esplorazione dettagliata dell&#8217;unit\u00e0 comunemente usata, i milliequivalenti\/grammo, sia al di l\u00e0 dello scopo di questo articolo, in termini generali, maggiore \u00e8 il valore, maggiore \u00e8 la capacit\u00e0 del sorbente di trattenere specie caricate nel campione.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Caratteristiche della cartuccia<\/h3>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Volume di hold-up:<\/strong>\u00a0Il volume di hold-up di un prodotto SPE \u00e8 la quantit\u00e0 di solvente necessaria per eluire una specie non trattenuta. Questo concetto pu\u00f2 essere riconosciuto con termini come &#8220;volume\/tempo di hold-up&#8221; o &#8220;volume\/tempo morto&#8221; in riferimento ai sistemi cromatografici analitici.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Capacit\u00e0 di carico:<\/strong>\u00a0La capacit\u00e0 di carico di un sorbente SPE \u00e8 una stima della quantit\u00e0 di materiale che pu\u00f2 trattenere ed \u00e8 generalmente espressa come circa il 10% del peso del letto di sorbente. Tuttavia, questa stima presuppone il trattenimento di un composto che \u00e8 trattenuto molto bene dal sorbente utilizzando un solvente debole. Molti fattori influenzano la capacit\u00e0 di carico finale (ad esempio la natura del campione, il solvente, la velocit\u00e0 di flusso, ecc.), quindi la capacit\u00e0 di carico effettiva potrebbe essere molto inferiore per composti che non interagiscono con il meccanismo di separazione principale del sorbente o che vengono eluiti con solventi molto forti. Come indicato di seguito, il modo pi\u00f9 affidabile per saperlo per il metodo\/campione SPE \u00e8 determinare empiricamente la capacit\u00e0 di carico.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Usa come guida le istruzioni fornite con il prodotto SPE<\/h2>\n\n\n\n<p>Viste le grandi differenze fra i diversi tipi di campioni, analiti e analisi, non esiste un unico metodo SPE che funzioni per tutti. Quindi, dopo aver esaminato il campione e averlo abbinato a un prodotto SPE adatto, per raggiungere i tuoi obiettivi analitici dovrai fare riferimento alle istruzioni specifiche di quel prodotto e apportare le ottimizzazioni necessarie.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il valore della sperimentazione nello sviluppo del metodo SPE<\/h2>\n\n\n\n<p>Si consiglia di condurre diversi esperimenti durante lo sviluppo del metodo per comprendere dove si trovano tutti gli analiti di interesse in ciascun passaggio del metodo SPE. Questi esperimenti ti consentiranno di perfezionare l\u2019analisi permettendoti di:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Validare la scelta di sorbente e solventi.<\/li>\n\n\n\n<li>Utilizzare la quantit\u00e0 minima possibile di prodotto SPE per raggiungere gli obiettivi del metodo.<\/li>\n\n\n\n<li>Accertarti che gli analiti non vadano persi durante gli step di caricamento e di lavaggio a causa della perdita di saturazione (breakthrough) del campione.<\/li>\n\n\n\n<li>Essere certo che gli analiti non rimangano sul sorbente perch\u00e9 non vengono eluiti in modo efficace nelle condizioni adottate.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Normalmente, due esperimenti da condurre sarebbero lo studio del \u201cbilancio di massa\u201d e quello della \u201cperdita di saturazione\u201d (breakthrough), entrambi necessari solo durante lo sviluppo del metodo per accertarsi che il processo sia adeguato per i campioni in analisi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Bilancio di massa:<\/strong>&nbsp;Questo studio aiuta a misurare il movimento degli analiti durante l\u2019intero processo SPE, e prevede la raccolta di tutto quanto eluisce dal prodotto SPE in ogni step del processo. Condurre questo studio con campioni preparati in modo accurato che simulano fedelmente la composizione dei campioni reali confermer\u00e0 che si sta trattenendo ci\u00f2 che si vuole trattenere ed eluendo ci\u00f2 che si vuole eluire in ogni step del procedimento.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Perdita di saturazione (breakthrough):<\/strong>&nbsp;Questo studio viene svolto utilizzando una gamma di volumi del campione (con la stessa concentrazione di analiti) che comprende il volume desiderato per il metodo sviluppato. In ogni caso, il campione viene caricato e il processo SPE eseguito. Dopo l\u2019aggiunta dei diversi volumi di carico, si procede con il protocollo SPE e vengono raccolti gli estratti per l\u2019analisi. La percentuale di recupero viene calcolata in base alla concentrazione e al volume totale utilizzato in ciascun caso. Se sorge un problema di ritenzione, i risultati elaborati dovrebbero mostrare i punti in cui i diversi composti, nelle condizioni di carico, vanno incontro alla perdita di saturazione e vengono persi durante il caricamento del campione. Occorre prestare attenzione che il volume venga caricato alla stessa velocit\u00e0 per ogni campione, in modo che l\u2019efficienza di retenzione non venga modificata a causa della velocit\u00e0 di carico.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Hai bisogno di aiuto per sviluppare un metodo SPE?<\/h2>\n\n\n\n<p>Ci sono molte decisioni da prendere per delineare un metodo SPE, ma le basi fornite in questo articolo definiscono i primi step da cui partire. Possiamo pensare all\u2019estrazione in fase solida come a una cromatografia che ha un nome diverso. Quindi, se addentrandoti nello sviluppo di un metodo SPE dovessero sorgere domande specifiche sulla matrice, gli analiti target e l\u2019analisi, consideraci a tua disposizione per un aiuto: la cromatografia \u00e8 la nostra specialit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.restek.com\/contact-us\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Contattaci subito<\/a>&nbsp;per qualsiasi domanda sull\u2019utilizzo della SPE nel tuo laboratorio.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:100px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Learn how to make the best SPE choice for your sample and analytical goals. This article covers the basic principles of SPE, the main SPE mechanisms employed to separate a sample, typical SPE goals and approaches, and a short discussion of some of the practical choices needed to settle on an SPE product to try.<\/p>\n","protected":false},"author":11,"featured_media":7141,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_kad_blocks_custom_css":"","_kad_blocks_head_custom_js":"","_kad_blocks_body_custom_js":"","_kad_blocks_footer_custom_js":"","_kadence_starter_templates_imported_post":false,"_kad_post_transparent":"","_kad_post_title":"","_kad_post_layout":"","_kad_post_sidebar_id":"","_kad_post_content_style":"","_kad_post_vertical_padding":"","_kad_post_feature":"","_kad_post_feature_position":"","_kad_post_header":false,"_kad_post_footer":false,"footnotes":""},"categories":[788],"tags":[],"industries-application":[],"post-badge":[],"resource-type":[],"product-library":[2519,2546],"resource-technique":[2337],"ppma_author":[414],"class_list":["post-45312","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli","product-library-prodotti-per-la-preparazione-del-campione","product-library-spe-sle-prodotti","resource-technique-estrazione-in-fase-solida-spe"],"acf":[],"taxonomy_info":{"category":[{"value":788,"label":"Articoli"}],"product-library":[{"value":2519,"label":"Prodotti per la Preparazione del Campione"},{"value":2546,"label":"SPE &amp; SLE"}],"resource-technique":[{"value":2337,"label":"Estrazione in Fase Solida (SPE)"}]},"featured_image_src_large":["https:\/\/discover.restek.com\/wp-content\/uploads\/feature-GNAR3685-1024x550.jpg",1024,550,true],"author_info":{"display_name":"Restek Corporation","author_link":"https:\/\/discover.restek.com\/it\/author\/restek-corporation\/"},"comment_info":0,"category_info":[{"term_id":788,"name":"Articoli","slug":"articoli","term_group":0,"term_taxonomy_id":788,"taxonomy":"category","description":"","parent":0,"count":471,"filter":"raw","cat_ID":788,"category_count":471,"category_description":"","cat_name":"Articoli","category_nicename":"articoli","category_parent":0}],"tag_info":false,"authors":[{"term_id":414,"user_id":11,"is_guest":0,"slug":"restek-corporation","display_name":"Restek Corporation","avatar_url":{"url":"https:\/\/discover.restek.com\/wp-content\/uploads\/Restek_Favicon_300x300.jpg","url2x":"https:\/\/discover.restek.com\/wp-content\/uploads\/Restek_Favicon_300x300.jpg"},"0":null,"1":"","2":"","3":"","4":"","5":"","6":"","7":"","8":""}],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/discover.restek.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/45312","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/discover.restek.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/discover.restek.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/discover.restek.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/11"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/discover.restek.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=45312"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/discover.restek.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/45312\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":85754,"href":"https:\/\/discover.restek.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/45312\/revisions\/85754"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/discover.restek.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7141"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/discover.restek.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=45312"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/discover.restek.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=45312"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/discover.restek.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=45312"},{"taxonomy":"industries-application","embeddable":true,"href":"https:\/\/discover.restek.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/industries-application?post=45312"},{"taxonomy":"post-badge","embeddable":true,"href":"https:\/\/discover.restek.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/post-badge?post=45312"},{"taxonomy":"resource-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/discover.restek.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/resource-type?post=45312"},{"taxonomy":"product-library","embeddable":true,"href":"https:\/\/discover.restek.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/product-library?post=45312"},{"taxonomy":"resource-technique","embeddable":true,"href":"https:\/\/discover.restek.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/resource-technique?post=45312"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/discover.restek.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/ppma_author?post=45312"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}